Tecniche colturali


CANAPA DA SEME: tecniche di coltivazione e raccolta

documento a cura di Alessandro Zatta e Beppe Croce 

Scelta del metodo colturale

La canapa si può coltivare sia in biologico che in convenzionale. Per il mercato dei prodotti della canapa da seme – alimentazione, cosmesi, salutistica – le coltivazioni certificate biologiche hanno decisamente più opportunità (anzi per alcune ditte di cosmesi e salutistica, il prodotto certificato bio è un prerequisito). Pertanto suggeriamo anche ai coltivatori in convenzionale di valutare seriamente la coltivazione della canapa come occasione di conversione al biologico.

Preparazione del terreno

Le esigenze colturali della canapa sono molto simili a quelle della bietola. La canapa è una pianta che predilige terreni freschi e profondi, non teme gelate tardive mentre soffre particolarmente i ristagni idrici, occorre quindi che le sistemazioni idrauliche siano eseguite correttamente per favorire lo sgrondo delle acque in eccesso.

Sono da prediligere terreni franchi o possibilmente non troppo argillosi e/o limosi poiché la plantula nello stadio cotiledonare è poco vigorosa e soffre la crosta superficiale. Il terreno su cui andrà seminata la canapa deve quindi trovarsi in buone condizioni e cioè ben lavorato, senza avvallamenti e/o eccessiva zollosità altrimenti si rischia un’emergenza disomogenea che favorisce la proliferazione delle erbe infestanti.

Si consiglia quindi:

Un’aratura a circa 30cm di profondità, possibilmente in autunno. Sono sconsigliabili lavorazioni profonde in primavera poiché lascerebbero eccessive zollosità e il terreno con una scarsa dotazione di acqua.

Concimazione di fondo come verrà a breve detto .

Affinamento, tramite erpicatura prima della semina. Per il controllodi infestanti, soprattutto se si intende lavorare in biologico, è consigliabile un passaggio in presemina con erpice a maglie.

Si consiglia anche una falsa semina per come lotta contro le infestanti.

Concimazione

La canapa necessita di azoto come tutte le piante, anche se non richiede eccessive concimazioni; sono consigliabili almeno 60-80 Kg/ha di N, concimazioni eccessive invece potrebbero portare ad una elevata vigorosità con conseguente eccessiva produzione di foglie ed allettamento della coltura. La concimazione è consigliabile farla parte in presemina (50%) e parte in post emergenza (50%).

Fosforo – Potassio: per la canapa da seme si consigliano 60/85 kg sia per K2O che per P2O5. La distribuzioni di tali elementi dev’essere fatta durante le operazioni di preparazione del terreno.

Se si intendono usare concimazioni organiche, a cui la canapa risponde molto bene, si possono utilizzare letame, pollina o liquami o ancora meglio compost fino a un massimo di 30 ton/ha, possibilmente in due fasi. L’interramento di colture da sovescio (crucifere o leguminose) è un’ulteriore pratica utile e consigliabile non solo per l’effetto concimante, ma per la conservazione della sostanza organica nel terreno e per il suo effetto protettivo verso infestazioni dannose (funghi patogeni e nematodi).

La mancata concimazione è una delle cause principali di produzione di seme vuoto.

Semina

Per la produzione di seme è consigliabile utilizzare varietà monoiche con fioritura precoce come Fedora, Felina o Uso-31 il cui sviluppo vegetativo è ridotto, l’altezza non dovrebbe superare 1.5-1.8 metri d’altezza e quindi consentire l’utilizzo di normali trebbiatrici.

La semina può essere effettuata da inizio a fine aprile. Semine troppo precoci (metà-fine marzo) possono causare prefioriture con conseguente scalarità di maturazione seme che può portare a perdite elevate al momento della trebbiatura. Inoltre dopo prefioritura le piante possono tornare a vegetare. Ovviamente la semina può essere anticipata o anche posticipata in base all’andamento stagionale e alla quantità di acqua nel terreno.

Una semina tardiva però può presentare diverse problematiche:

prima fra tutte la probabilità di irrigazioni di soccorso poiché le elevate temperature del periodo potrebbero causare il rapido essiccamento dei primi centimetri di suolo con conseguente disomogeneità d’emergenza;

un’altra problematica potrebbe essere un eccesso di sviluppo delle infestanti in seguito ai ripetuti interventi irrigui, poiché lo sviluppo della canapa nei primi stadi vegetativi è lento: impiega circa 15/20 giorni dopo l’emergenza a coprire l’interfila e verrebbe quindi sopraffatta dalle infestanti.

Una semina tardiva inoltre potrebbe non consentire un buon sviluppo dell’apparato radicale e la coltura si troverebbe in condizioni di stress idrico in due stadi fenologici fondamentali, ossia al momento dello sviluppo dell’apparato fogliare (fondamentale per intercettare luce e quindi produrre energia per riempire il seme) e al momento del riempimento del seme.

La semina della canapa può essere fatta con una normale seminatrice da grano ponendo il seme a una profondità di 2-3 cm. Se il terreno fosse troppo secco, dopo la semina è opportuna una leggera rollatura in modo da favorire la conservazione di acqua nel suolo. Si consiglia un’interfila di 13-20 cm per favorire la chiusura dell’ interfila il prima possibile e contrastare lo sviluppo delle infestanti.

Il quantitativo di seme consigliato è di 35-40 kg/ha, quantitativi inferiori potrebbero compromettere la rapida copertura del terreno e conseguente sviluppo di infestanti.

Controllo delle infestanti

Le capacità rinettanti della canapa, ossia di competizione con le infestanti, sono note praticamente da sempre. Il suo rapido sviluppo le consente di entrare quasi da subito in competizione sia di luce che di acqua con le infestanti che generalmente vengono sopraffatte. E’ di fondamentale importanza la preparazione di un buon letto di semina privo di infestanti che consenta una rapida ed omogenea germinazione. Come pratica agronomica si consiglia altresì una falsa semina.

Irrigazione

L’irrigazione della canapa normalmente non è necessaria. Ma annate particolarmente siccitose impediscono il riempimento del seme compromettendo la produzione. In questo caso potrebbero essere necessari interventi di emergenza in pre-fioritura per far sviluppare un buon apparato fogliare e in post fioritura, per favorire il riempimento del seme, altrimenti si rischia di raccogliere solo seme vuoto.

Raccolta del seme – Trebbiatura

La maturazione del seme di canapa è scalare e trovare l’epoca di raccolta ideale non è semplice. Generalmente la maturazione del seme si fa procedere fino a quando i semi cominciano a cadere a terra, ossia quando la percentuale di semi maturi dovrebbe essere intorno al 70%. Un ritardo eccessivo della raccolta potrebbe comportare un sensibile calo di resa dovuto sia alla cascola dei semi che alla presenza di uccelli che sono particolarmente ghiotti di tali semi. E’ altresì consigliabile procedere alla raccolta quando lo stelo è ancora verde poiché le piante secche potrebbero andare ad arrotolarsi intorno agli organi rotativi della trebbiatrice intasandoli e causando il così detto “effetto corda”.

Per la raccolta del seme si possono usare normali macchine trebbiatrici quali Laverda, CASE International, New Holland, CLASS, John Deer. Sarebbero da preferire le macchine che presentano il battitore assiale quali CASE e le nuove John Deer. Occorre in ogni caso ridurre la velocità di avanzamento, dell’aspo e dei battitori. Nel caso di battitori tradizionali sono preferibili trebbiatrici con lo scuotipaglia e senza trinciapaglia che rischia d’intasarsi di fibra. E’ fondamentale che le lame siano ben affilate per evitare che la fibra presente negli steli vada fra la lama ed il battilama.

Ecco alcuni suggerimenti per impostare una trebbiatrice non assiale:

  • Velocità battitore 250 giri/min.
  • Velocità ventola 1070 giri/min.
  • Griglia 3,17 mm (1/8-inch)
  • Controbattitore 9,5 mm (3/8-inch)

Il seme dev’essere messo ad asciugare entro 4 ore dalla raccolta possibilmente in essiccatoi orizzontali e senza fuoco diretto sul seme. In alternativa il seme può essere steso su teli di juta possibilmente rialzati da terra per favorire l’ arieggiamento e contrastare l’insorgenza di muffe sul seme.

Taglio e raccolta delle paglie

Il taglio e la raccolta delle paglie potrebbero presentare alcune problematiche, prima fra tutte l’avvolgimento della fibra intorno agli organi rotanti e l’intasamento della barra falciante.

Il taglio può essere effettuato con convenzionali barre falcianti preferibilmente a doppia lama, e la raccolta può essere fatta con convenzionali imballatrici (sia tonde che quadre). Prima dell’imballatura è necessario girare gli steli tramite un normale ranghinatore per permettere un’essicazione delle bacchette più omogenea e soprattutto far cadere a terra le foglie rimanenti. In genere gli steli vengono lasciati a terra per almeno 2-4 settimane per favorire il processo di macerazione, ossia la degradazione delle pectine (collanti delle fibre), e quindi facilitare i processi industriali post raccolta come la stigliatura.

Se gli steli superano 1.5/2 metri di lunghezza si potrebbe creare il così detto “effetto ponte”nelle rotoimballatrici, ossia lo stelo eccessivamente lungo ed elastico non si spezza impedendo quindi la creazione del cuore all’interno della rotoballa che risulterà quindi con un buco centrale. In ogni caso, il taglio degli steli in porzioni da 1-1.5 metri con macchine specifiche (Figura 3) è consigliabile per favorire le operazioni di rivoltatura ed imballo.